Alla base di un buon sito c'è un giusto equilibrio tra richieste ed esigenze del cliente che vuole creare il proprio sito web

Che sia una Web agency o un singolo webmaster o addirittura un semplice dipendente interno, chi va a realizzare un sito Web si trova davanti il difficile compito di interpretare, capire e trasformare le esigenze di chi lo commissiona. Se le due parti non dialogano o dialogano male, le possibilità che nasca un buon sito sono fin in partenza compromesse. Per questo è indispensabile creare un rapporto di collaborazione dal quale possa nascere il necessario equilibrio creativo. 

Clienti difficili, webmaster impossibili
Chiunque abbia realizzato mai un sito Web per conto terzi sabenissimo in quali difficoltà si possa incappare neltrattare con il cliente. Incapacità di capire lequestioni tecniche, esigenze impossibili, approssimazione nelpassaggio del materiale, richieste che continuano a cambiarea lavoro in corso: questi sono i capi d'imputazione chesi rivolgono di solito ai clienti. Ma spesso anche ilcommittente ha ben di che lamentarsi del tecnico prescelto:incapacità di spiegare i risvolti pratici dellequestioni tecniche, assoluta convinzione che i propri gustisiano i migliori, volontà d'inserire funzioni nonritenute utili, incomprensione delle esigenze minimedell'azienda. Tutto questo lo si potrebbe addebitare altecnico.
 
Cercare un buon rapporto
Queste almeno sono le accuse che ci si scambia quando unprogetto non decolla nel modo corretto e ci si perde trainterminabili riunioni che non portano a nulla. Èevidente che il rapporto da creare non è banalené semplice, e molto dipende dalladisponibilità delle controparti. Tuttavia, almeno percostruire una relazione che consenta di costruire le basi diuna buona collaborazione, gli aspetti da curare e gli errorida evitare non sono molti. Questione di atteggiamento,soprattutto. Vediamo alcune semplici regole, valide perentrambe le controparti, che possono aiutare a rendere menodifficile il rapporto.
- Osservare la questione a 360 gradi. Uno dei problemidi maggior peso nel rapporto committente/realizzatoreè dato dalla scarsa capacità di apertura.Ciascuno vede i problemi e la questione soltanto dal propriopunto di vista, dimenticando le ragioni dell'altro.È utile cercare una sintesi che può essererappresentata da un punto di vista terzo, quello per esempiodell'ipotetico utente del sito.

- Raccontare, spiegare e capire. La scarsacomunicazione è alla base di molte incomprensioni. Peril realizzatore del sito è fondamentale entrare a farparte della realtà che si vuole portare online. Per ilcommittente è fondamentale accogliere il realizzatoreall'interno della propria struttura. Non ci devono esseresottintesi o fini non dichiarati. Quindi è necessariocomunicare in modalità e quantità tali, dacapire perfettamente le ragioni per cui si vuole andareonline, gli scopi e le condizioni prescelte.
- Scoprire il background altrui. Prima di affrontareinsieme un lavoro di costruzione del sito può essereuna buona norma quella di informarsi sui precedenti di chisarà il proprio partner: capire dove e come opera,verificare i lavori svolti in precedenza. Scoprirereciprocamente i mondi a cui i due soggetti fanno riferimentopuò rivelarsi una pratica indiretta molto utile.
- Indicare i modelli e gli esempi. Di fronte a tanteparole ci si può anche perdere. Portare modelli edesempi concreti sicuramente rappresenta un passo in avantifondamentale perché si ha la possibilità diconfrontarsi su qualcosa di concreto e immediatamentecomprensibile.

- Accettare le competenze altrui. L'ideale sarebbenon solo quello di accettare le competenze altrui, ma diconoscerne almeno le basi in modo da poter interagire almeglio. Per il committente significa avere almenoun'infarinatura generale sul Web e sullepotenzialità (anche tecniche) dei siti. Per ilrealizzatore vuol dire capire almeno a grandi linee lestrategie di marketing e di vendita, che sono comunque semprealla base di un sito Internet, non fosse altro perchési tratta di un nuovo canale da utilizzare in chiave dimarketing e comunicazione.
- Decidere insieme il punto di non ritorno. Un sitopuò anche restare un cantiere aperto in eterno.Tuttavia, ciò non è un bene perché unconto è la possibilità di aggiornamenticostanti, un altro è non finire il lavoro (cosa chesarà immediatamente percepita dall'utente).Bisogna decidere insieme, a tavolino e prima ancora diavviare la fase realizzativa vera e propria, a che puntopotremo considerare il lavoro pronto per andare online. Inaltri termini, si tratta di individuare con chiarezza gliobiettivi base del sito e fissare dei tempi da rispettare perraggiungerli. Fatto questo, il sito sarà pronto perandare in linea, e il restante contenuto potrà esserelimato, sistemato e corretto anche in un secondo momento.
- Lavorare a passaggi. Le regole sopraesposte possonorivelarsi utili per stabilire un buon rapporto dicollaborazione committente/realizzatore, ma rischiano anchedi dilatare oltremodo i tempi stessi di realizzazione. Perquesto è utile stilare una sorta di cronoprogramma, unavanzamento a step del lavoro, con indicazioni precise degliobiettivi e dei tempi per arrivarci. Avere un programma dilavoro dettagliato costringe tutti gli attori in campo adattenervisi, stringendo attorno all'obiettivo primario esenza prendere iniziative isolate, ma concordando con lacontroparte le varie mosse.